Pubblichiamo, con considerazione e rispetto, le lettere da noi ricevute che raccontano le drammatiche esperienze con il 10&Lotto di Chiara – 24 anni, 10.000 euro persi – Ivano – 72 anni, 10.000 euro persi – Alfredo – 50 anni, 20.000 euro persi – Luca – 46 anni, 40.000 euro persi.

Chiara

“Vorrei raccontare la mia esperienza riguardo il gioco d’azzardo, ma nello specifico del 10&Lotto. Mi chiamo Chiara, ho 24 anni e ho iniziato ad azzardare all’età di 14 anni entrando in tabaccheria per comprare le sigarette. Vedere il monitor con i numeri che uscivano e le persone che stavano in fila mi incuriosiva e ho iniziato puntando qualche euro… che alla fine sono diventati 10.000… persi.
Un giorno ho vinto una somma un po’ più alta ed è da lì che ho continuato a scommettere sempre di più, pensando di poter vincere cifre maggiori: chi vende il gioco d’azzardo sa come muovere gli ingranaggi di questo meccanismo perverso… Sono diventata una persona malata perché il gioco d’azzardo porta inevitabilmente alla dipendenza: ti allontana da tutto e tutti. Giochi finché hai i soldi in tasca, poi pensi a come riuscire a trovarne altri per poterti rifare di ciò che hai perso. E ti rovini la vita, perdi tutto, non parlo solo di soldi ma anche degli affetti… vivi su un pianeta tutto tuo e diventi egoista con tutte le persone che ti vogliono bene. Ora sono riuscita a smettere grazie a un gruppo di auto-mutuo aiuto e mi sono ripresa la vita in mano. Spero che la mia esperienza possa servire a qualcun altro. Non vinciamo mai, vince sempre lo Stato…”.

Ivano

“Meno 10.000 euro in poco più di un anno: questo il mio biglietto da visita, questo era il biglietto da visita fino a un paio di anni fa, quando, settantenne, ancora non riuscivo a liberarmi dagli artigli del mostro chiamato 10&Lotto.
I giorni, le ore, i minuti erano scanditi dal ritmo delle estrazioni della tabaccheria di turno, gli occhi incollati al monitor e – ormai facile preda in un circuito pensato apposta per distruggere – giocavo e rigiocavo i numeri, ogni cinque minuti, mettendo sempre più denaro: circa 800 euro al mese tolti alla pensione e buttati via dal 2013 al 2014.
Questa era la mia vita, questa è stata la mia vita, fatta di tristezza infinita e notti di angoscia: due figli, quattro nipoti e non poter scegliere tra i regali di Natale e i numeri, perché questi ultimi “vincevano” sempre; destinare i soldi messi da parte per la bolletta della luce alla giocata che sicuramente sarebbe stata quella vincente…ma così non era, così non è, perché è Lottomatica, cioè lo Stato, a vincere sempre, quello Stato che dovrebbe tutelare noi cittadini e non favorire la nostra disgrazia.
Non c’è storia: chi gioca d’azzardo perde sempre, perde tutto, dignità, affetti, lavoro, soldi, a volte anche la vita…
Ora, pensionato di settantadue anni, sto iniziando di nuovo a vivere, sto meglio malgrado abbia ancora debiti da pagare per altri tre anni, ma sono finalmente libero dalle tenaglie del gioco d’azzardo che mi toglievano respiro e vita: lo devo a tanti, alla mia famiglia, agli specialisti che hanno guidato me e un gruppo di altre persone con le mie stesse difficoltà in un cammino lungo e spesso molto doloroso, lo devo anche a me stesso, alla forza e al coraggio di dire basta.
Ora sono costretto comunque a sorbirmi ogni giorno messaggi fasulli e fuorvianti: Lottomatica che si fa grande sfoggiando impegni nel sociale utilizzando di fatto soldi della povera gente che compulsivamente svuota le tasche davanti a un monitor colorato e accattivante; costretto – se possibile ancora più terribile – a subire spot di calciatori famosi che pubblicizzano proprio il 10&Lotto ridacchiando e guadagnando vergognosamente sulle fragilità di altri esseri umani.
Questa è la mia storia, fotocopia di tantissime altre, fatta di dolore e disperazione, ma anche, per fortuna (questa sì vera…), di rinascita. E la mia Storia merita rispetto…”.

Alfredo

“Io e il 10&Lotto? Un legame di poche settimane che mi ha portato via circa 20.000 euro! Le estrazioni ogni cinque minuti, la possibilità di spendere 200 euro su ogni giocata: 1.000 euro in soli 1.500 secondi! Che bel divertimento! E ora? Debiti da pagare…
Certo ho pure vinto, se così posso dire, ma la fregatura sta tutta lì: lo sanno bene lo Stato e chi sta dietro a questi numeri fasulli. Un po’ di rabbia c’è sicuramente da parte mia, ma io onestamente di gente felice non ne ho mai vista: tutti ipnotizzati da un televisore a buttare soldi e soldi in continuazione. Ho conosciuto tante persone che si sono mangiate tutto, ma proprio tutto! E chi vinceva lo ritrovavo pochi minuti dopo e gli ridava quello che aveva vinto più gli interessi! Adesso con i debiti è dura ma almeno ho smesso definitivamente, solo che il 10&Lotto sta dovunque. Però so che ce la farò, perché questa droga ammazza e basta. Non voglio più regalare i miei soldi e la mia vita a questa gente”.

Luca

“Il mio calvario con l’azzardo è iniziato qualche anno fa. Tutto è cominciato andando a comprare un maledetto pacchetto di sigarette, mi avanzavano dei soldi e giocai la mia data di nascita: 3 ambi e un terno. Vinsi 8.000 euro circa e li diedi come anticipo per l’acquisto di una macchina nuova; da lì a tre anni l’ho dovuta rivendere… non riuscivo più a pagare le rate. Poi ci fu il 10&Lotto che si può giocare ogni 5 minuti, lì è stato l’inizio della fine: in tutto ho perso 40.000 euro. Per farla corta, visto che scrivere queste poche righe del mostro che è stato dentro di me mi fa ritornare indietro di 4 anni – quando ero arrivato all’idea del suicidio come unica soluzione alla malattia – uno spiraglio di luce l’ho trovato leggendo una locandina che diceva “leggi queste 10 frasi, se in 8 ti riconosci sei seriamente nel problema”. Per me erano tutte e 10 vere… Così chiamai e cominciai a frequentare il gruppo di auto aiuto e piano piano ripresi la vita tra le mie mani. Voglio precisare che questa malattia può capitare a tutti! Io lo dico con estrema certezza, al gruppo ci vengono di tutti i ceti sociali: laureati, diplomati, operai, minorenni, assessori, direttori d’azienda, casalinghe, dirigenti….
Spero che ciò che ho scritto possa far riflettere perché nessuno può dirsi immune da questi brutti fantasmi”.

 

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