Caro Presidente Mattarella, 

la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Sdegno per le cose come sono, coraggio per cambiarle. (S. Agostino)

Sono a scriverLe perché ritengo necessario e doveroso ribadire ancora una volta quanto sia ormai incontenibile e devastante il dilagare dell’azzardo nel nostro Paese: sì, sdegno, preoccupazione, paura per noi e per il futuro che stiamo costruendo ai nostri figli. E il fenomeno è drammaticamente trasversale, livella persone di età, genere e formazione differenti: ragazzi poco più che bambini scommettitori on e offline, che dimenticano o persino ignorano la bellezza di un semplice aquilone, madri e padri confusi dall’illusoria speranza di dimenticare la fatica quotidiana. Anziani che dilapidano risparmi e pensioni inseguendo chimere: caro Presidente Mattarella, questi sono i nostri nonni! 

Sdegno perché a nessuno interessa mettere un punto e ricominciare da capo: a nulla servono distanziometri, limitazioni d’orario…pannicelli caldi verso un cancro che ha ormai divorato menti e dignità di vecchie ma soprattutto nuove generazioni. Sdegno per quanto si accolga come normale una orribile anormalità: l’Italia intera trasformata in un gigantesco casinò, sguardi fissi e persi di avventori inquieti e disperati. Un’economia basata sull’azzardo è insana e destinata ad un misero fallimento, si avvita su se stessa, poche piroette per cadere rovinosamente: caro Presidente, perché tanta miopia?

Coraggio, coraggio che sembra latitare: perché non staccare la spina ed illuminare una nuova era? Allora di coraggio ne serve tanto, e insieme impegno infinito. È necessario agire in fretta, educando i nostri figli a pochi, semplici ma sostanziali valori: lealtà, correttezza, fiducia…guidarli verso la luce, la gioia, la condivisione…indurli a scoprire i propri talenti e su quelli poggiare speranze e sogni. E ancora, distrarli – nel senso vero del termine – dall’abitudine al virtuale e dai vicoli ciechi. Non possiamo né dobbiamo permettere che ore e ore della loro vita vengano rapite e poi rapinate dell’anima.

Papa Francesco in questi ultimi mesi ha speso parole accorate e forti contro l’azzardo e l’economia perversa che lo sostiene: come suo solito ha condannato compromessi e ipocrisie che troppo spesso si annidano anche in coloro che frequentano devotamente la Chiesa; qual è il senso di una preghiera se poi voltiamo le spalle facendo finta di non sapere?

Vede, caro Presidente Mattarella, non è più questione di distanziometri o di scansioni orarie, ormai è troppo tardi. Si tratta di avere a cuore l’Italia, un altro tipo di Italia, quella che nei miei desideri è fatta di Cultura, Arte, Bellezza, Umanità. 

Si tratta, ora, di chiudere sdegnosamente questo libro senza lieto fine e avere il coraggio di aprirne un Altro.

Mi permetta un abbraccio

 

Riccardo Sanna

Presidente 

AIAF – Non t’azzardare

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