“Ultimamente quello che vediamo ci pone quasi al di fuori di quello a cui eravamo abituati: tanta povertà, tanti bambini poveri, tanti anziani poveri, tante donne sole”.

Poi la ministra ha aggiunto: “La mia impressione su Roma è che Roma è piena di droga e alcol. Rivediamo le siringhe per strada, rivediamo i tossici per strada, gli spacciatori di eroina. Siamo pieni di cocaina”.

Stupirsi di chi sembra stupirsi. Già sa di gioco inutile e un po’ stucchevole, come le catene di bisbigli all’orecchio da bambini.
Se poi il soggetto che sembra stupirsi è il Ministro della Salute la musica cambia davvero: Roma in declino, Roma povera, parecchio povera, e malata, più malata delle colleghe europee e poco attenta alle fasce deboli della popolazione.
E poi quanta droga, ne siamo pieni e, udite, gli spacciatori che lavorano soprattutto sui giovani.
E, stupendoci, a noi di A.I.A.F. – Non t’azzardare, prima Associazione italiana costituita da azzardopatici e loro familiari, viene da chiedere come il Ministro non faccia alcun riferimento ad una piaga meno scoperta, ma per questo ancora più dolorosa, quale è quella dell’azzardo: i numeri che descrivono il fenomeno nella nostra città mettono i brividi e non correlare povertà e altre forme di addiction al problema azzardo è davvero sorprendente. Osservatori e numeri verdi sono pannicelli caldi pressoché inutili per contrastare la devastazione legata all’azzardo.
Nulla vale quanto una seria e prolungata azione di prevenzione: non deve latitare però il coraggio di andare contro interessi economici inimmaginabili.
Quindi, stupendosi, viene da chiedersi non tanto dove viva il Ministro – di certo non a Torpignattara o a Corviale – ma che cosa il suo dicastero abbia fatto nel corso di questi anni per prevenire o sventuratamente poi arginare il dilagare di tale declino.
Miopia, imperizia, e ancora miopia: qualcuno ha provveduto negli ultimi tempi a raccontare al Ministro come andavano davvero le cose? O realtà fastidiose e difficili erano tenute lontane dagli uffici ovattati?
Come può essere bella e sana, caro Ministro, una città spogliata di Pane, Amore e Fantasia?
Non c’è nulla di cui stupirsi.

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