Volti pallidi e dita a flipper, fiori appassiti appesi al filo d’autunno: stracci zuppi di noia.

Laghi di occhi stufi, stufe accese nei cuori liquefatti.

E il cielo annebbiato ad abbaiare tutta la solitudine nel canile dell’anima.

Muoiono entusiasmo e sana follia: folla di fantasmi in fila ad aspettare chissacché.

Chissà chi…

Teste disperse, perse in un quadrato di numeri e virgole.

Già quotato il futuro.

Linee di una vita annegata: palmi spalmati da indifferenza e noncuranza.

Poi toccherà arginare le onde, gusci di noce noi a salvarne un altro che se ne va a fondo.

Il sogno svanisce, pian piano lo fa.

Da off a on, dita a flipper, si diventa fantasmi allineati…

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