Associazione Italiana Azzardopatici e Famiglie
Non t’azzardare

Art. 1 – Denominazione

Ai sensi della Legge 7 Dicembre 2000, n. 383, e delle norme del codice civile in tema di associazioni non riconosciute, è costituita l’associazione di promozione sociale denominata “Associazione Italiana Azzardopatici e Famiglie Non t’azzardare” in acronimo AIAF-non t’azzardare, in seguito chiamata per brevità “associazione”. A tale denominazione, in ogni comunicazione sociale, dovrà essere abbinata la locuzione “associazione di promozione sociale”. L’associazione è apartitica e apolitica e non persegue fini di lucro e si propone di svolgere attività sociale nei confronti degli associati e di terzi.

Art. 2 – Sede

L’ Associazione ha sede in Roma.

Art. 3 – Oggetto sociale

“AIAF – Non t’azzardare” è una associazione senza fini di lucro, che ispirandosi ai principi di solidarietà e democrazia, persegue esclusivamente attività aventi finalità di solidarietà sociale, senza scopo di lucro, svolgendo la propria attività ai sensi del presente statuto, per quanto in esso non previsto, secondo le norme di legge in materia. L’associazione opera a favore di persone azzardopatiche, delle famiglie e di quanti, a vario titolo, interessati e/o coinvolti. L’associazione si propone ogni azione che comporti conoscenza del fenomeno azzardo all’interno di un percorso di miglioramento della qualità della vita.
L’associazione si propone in particolare di:
–    informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e tutte le figure professionali coinvolte nella gestione del problema azzardo.
–    diffondere la cultura della solidarietà, dello studio e del lavoro.
–    stimolare la ricerca su cause, prevenzione, assistenza e cura.
–    assistere e sostenere gli azzardopatici e le famiglie.
–    tutelare i diritti degli azzardopatici e delle famiglie alfine di ottenere una più adeguata politica pubblica e una migliore legislazione.
–    promuovere la nascita di centri pilota per la diagnosi e l’assistenza alle persone affette da azzardopatia per la formazione di personale specializzato.
–    favorire la presa di coscienza del problema azzardo da parte dell’intera collettività, attraverso seminari, corsi e dibattiti presso scuole, centri sportivi e altri luoghi di aggregazione.
–    potenziare e rinforzare le famiglie attraverso attività di mutuo-aiuto.
–    promuovere la valorizzazione del lavoro di cura sul piano etico, sociale, economico, sanitario e legislativo.
–    promuovere attività e azioni di divulgazione a favore della comunità che contrastino messaggi e ogni forma di propaganda atta ad indurre le persone ad azzardare.
–    promuovere percorsi innovativi di integrazione degli interventi sanitari ed assistenziali con la partecipazione della cittadinanza attiva e dei familiari in sinergia con le Regioni, le Province, i Comuni, le Aziende Sanitarie ed in genere le istituzioni pubbliche e il terzo settore.

 

 

Art. 4 – Soci

L’associazione è composta da soci individuali e organizzazioni che condividono le finalità di cui all’art. 3, e da familiari di malati di azzardopatia per i quali è prevista la possibilità di iscrizione collettiva per l’intera famiglia, con le modalità decise dall’assemblea dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo.
I soci si dividono nelle seguenti categorie:
– soci fondatori: persone o enti che hanno sottoscritto l’atto di costituzione e il presente statuto
– soci ordinari: persone o enti che si impegnano a pagare, per tutta la permanenza del vincolo associativo, la quota annuale stabilita dal Consiglio direttivo;
– soci sostenitori: sono coloro che, non potendo partecipare alla vita attiva dell’Associazione, contribuiscono comunque con proposte, sovvenzioni, donazioni o contributi particolari alle attività dell’Associazione.

La quota o il contributo associativo non è trasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è soggetta a rivalutazione.

Art. 5 – Criteri di ammissione e esclusione

Nella domanda di ammissione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo Statuto dell’Associazione.
L’ammissione decorre dalla data di delibera del Consiglio Direttivo, che deve prendere in esame le domande di nuovi soci nel corso della prima riunione successiva alla data di presentazione deliberandone l’iscrizione nel registro dei soci.
I soci cessano di appartenere all’associazione:
– per dimissioni volontarie;
– per sopraggiunta impossibilità di effettuare le prestazioni programmate;
– per mancato versamento del contributo per l’esercizio sociale in corso;
– per decesso;
– per comportamento contrastante con gli scopi statutari;
– per persistente violazione degli obblighi statutari.
L’ammissione e l’esclusione vengono deliberate dal Consiglio Direttivo e comunicate al richiedente o al socio. Entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione è ammesso ricorso all’Assemblea dei soci che devono decidere sull’argomento nella prima riunione convocata.
La decisione è inappellabile.
Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto e l’eventuale regolamento interno, secondo le deliberazioni assunte dagli organi preposti. In caso di comportamento difforme, che rechi pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell’associazione il Consiglio direttivo dovrà intervenire ed applicare le seguenti sanzioni: richiamo, diffida, espulsione dalla Associazione.
I soci espulsi possono ricorrere per iscritto contro il provvedimento entro trenta giorni all’Assemblea.

Art. 6 – Diritti e obblighi

I soci hanno il diritto:
– di partecipare alle Assemblee (se in regola con il pagamento del contributo) e di votare direttamente o per delega;
– di conoscere i programmi con i quali l’associazione intende attuare gli scopi sociali;
– di partecipare alle attività promosse dall’associazione;
– di usufruire di tutti i servizi dell’associazione;
– di dare le dimissioni in qualsiasi momento.
I soci sono obbligati:
– a osservare le norme del presente statuto e le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
– a versare il contributo associativo annuale stabilito dall’Assemblea;
– a svolgere le attività preventivamente concordate su base volontaria e non retribuita; potranno altresì, esserci condizioni la cui attività sarà retribuita o rimborsata;
– a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’associazione.

Art. 7 – Patrimonio

Le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:
– beni, immobili e mobili;
– contributi e finanziamenti;
– donazioni e lasciti;
– attività marginali di carattere commerciale e produttivo, manifestazioni, mostre e mercati artigianali;
– ogni altro tipo di entrate.
Le elargizioni liberali in denaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall’assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione.
I proventi derivanti da attività commerciali o produttive marginali sono inseriti in apposita voce del bilancio dell’organizzazione; l’assemblea delibera sulla utilizzazione dei proventi, che deve essere comunque in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione.
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Art. 8 – Bilancio

L’anno finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio direttivo deve redigere il bilancio preventivo e quello consuntivo.
Il bilancio preventivo e consuntivo deve essere approvato dall’Assemblea ordinaria ogni anno entro il mese di aprile.
Esso deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta per poter essere consultato da ogni associato.

Art. 9 – Organi

Gli organi dell’Associazione sono:
– l’Assemblea dei soci
– il Consiglio direttivo,
– il Presidente.
– il Vice Presidente
Può essere inoltre costituito un Collegio dei Revisori

Art. 10 – Assemblea

L’assemblea dei soci è sovrana ed è composta da tutti i soci ognuno dei quali (maggiorenne) ha diritto a un voto, qualunque sia il valore della quota. Essa è convocata almeno una volta all’anno in via ordinaria, ed in via straordinaria quando sia necessaria o sia richiesta dal Consiglio direttivo o da almeno un decimo degli associati. Ogni associato potrà farsi rappresentare in assemblea, con effetto anche per la seconda convocazione, da un altro associato mediante delega scritta; il numero delle deleghe conferite a ciascun associato non può attribuire al delegato più di tre voti complessivamente (uno proprio più due per delega).
In prima convocazione l’assemblea ordinaria è valida se è presente la maggioranza dei soci, in seconda convocazione la validità prescinde dal numero dei presenti. L’assemblea in prima e in seconda convocazione delibera con la maggioranza dei presenti.
Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale.
L’assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
– eleggere il Comitato Direttivo;
– approvare il regolamento interno;
– approvare il programma e il preventivo economico per l’anno successivo;
– approvare la relazione di attività e il rendiconto economico (Bilancio Consuntivo) dell’anno precedente;
– eleggere il Collegio dei Revisori (se previsto);
L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e l’eventuale scioglimento
dell’Associazione.
All’apertura di ogni seduta l’assemblea elegge un segretario che dovrà sottoscrivere il verbale finale.

Art. 11 – Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è composto da tre a nove membri, eletti dall’Assemblea fra i propri componenti senza alcuna limitazione.
Il Consiglio direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei suoi membri . I membri del consiglio direttivo svolgono la loro attività gratuitamente e possono durare in carica tre anni o fino a revoca o dimissioni a discrezione dell’assemblea dei soci e possono essere rieletti. Il Consiglio direttivo può essere revocato dall’assemblea con la maggioranza di 2/3 dei soci.
Il Consiglio direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione, elegge nel suo seno a maggioranza di voti, un Presidente, un Vice-Presidente, un Segretario, un Tesoriere. Si riunisce almeno 2 volte all’anno ed è convocato da:
L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e l’eventuale scioglimento
dell’Associazione.
All’apertura di ogni seduta l’assemblea elegge un segretario che dovrà sottoscrivere il verbale finale.

Art. 11 – Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è composto da tre a nove membri, eletti dall’Assemblea fra i propri componenti senza alcuna limitazione.
Il Consiglio direttivo è validamente costituito quando è presente la maggioranza dei suoi membri . I membri del consiglio direttivo svolgono la loro attività gratuitamente e possono durare in carica tre anni o fino a revoca o dimissioni a discrezione dell’assemblea dei soci e possono essere rieletti. Il Consiglio direttivo può essere revocato dall’assemblea con la maggioranza di 2/3 dei soci.
Il Consiglio direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione, elegge nel suo seno a maggioranza di voti, un Presidente, un Vice-Presidente, un Segretario, un Tesoriere. Si riunisce almeno 2 volte all’anno ed è convocato da:
– il presidente
– almeno 1/3 dei componenti, su richiesta motivata;
Il Consiglio direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Nella gestione ordinaria i suoi compiti sono:
– predisporre gli atti da sottoporre all’assemblea;
– eleggere il presidente dell’associazione;
– formalizzare le proposte per la gestione dell’associazione;
– elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all’esercizio annuale successivo;
– elaborare il bilancio consuntivo e il programma di attività da realizzare;
– stabilire gli importi delle quote annuali delle varie categorie di soci.
Di ogni riunione deve essere redatto verbale da affiggere all’albo dell’Associazione.

Art. 12 -Presidente

Il Presidente è eletto dal Consiglio Direttivo, dura in carica tre anni o fino a revoca o dimissioni e può essere rieletto, è il legale rappresentante dell’Associazione a tutti gli effetti ed ha il potere di firma.
Egli convoca e presiede il Consiglio direttivo, sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall’associazione; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e procedere agli incassi solo sul benestare scritto di almeno due membri del Consiglio direttivo.
Conferisce ai soci procura speciale per la gestione di attività varie, previa approvazione del Consiglio direttivo.

Art. 13 – Vice Presidente e Tesoriere

Il Vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in quelle mansioni nelle quali venga espressamente delegato.
Il Tesoriere coadiuva il Presidente nell’amministrazione dei beni dell’associazione, è nominato dal Consiglio Direttivo al suo interno. Egli provvede all’erogazione delle somme destinate al finanziamento delle iniziative promosse dall’associazione, nonché all’incasso delle quote di iscrizione, dei contributi sulle attività e di qualsiasi elargizione dovesse pervenire a favore della stessa. All’interno del Consiglio Direttivo egli coadiuva il Presidente nella corretta tenuta dei libri contabili e associativi. Il suo mandato si esaurisce alla scadenza dalla carica di Consigliere.

Art. 14 – Collegio dei revisori

L’assemblea può eleggere un Collegio dei revisori composto da tre soci eletti dall’Assemblea.
Il Collegio dei Revisori dei conti è l’organo deputato al controllo della contabilità, dell’amministrazione e dei libri e registri contabili dell’associazione; esso controlla il bilancio e redige apposite relazioni da presentare all’assemblea dei soci.
Il Collegio controllerà altresì glia adempimenti fiscali il cui rispetto è obbligatorio per l’associazione.
In particolare dovrà verificare se l’associazione svolge solo attività istituzionali (non commerciale) o svolge anche attività commerciale in quanto, per quest’ultima, sono previste specifiche disposizioni fiscali comportanti impegni di natura contabile.

Art. 15 – Modifica statuto e scioglimento

Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un decimo dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea straordinaria con la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Lo scioglimento e quindi la liquidazione dell’associazione può essere proposto dal Consiglio Direttivo e approvato, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci dall’Assemblea straordinaria convocata con specifico ordine del giorno. Il patrimonio residuo dell’ente deve essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o per fini di pubblica utilità sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

Art. 16 – Cariche associative

Esiste una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volto a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.
Tutti i soci maggiorenni, in regola con il versamento della quota associativa annuale, godono del diritto di partecipazione alle assemblee sociali nonché dell’elettorato attivo e passivo.
Tutte le cariche e le nomine dell’associazione sono gratuite ed ai relativi membri compete, eventualmente, solo il rimborso delle spese varie, regolarmente documentate ed in ottemperanza con la normativa fiscale in vigore al momento della presentazione.
L’associazione potrà in ogni caso stipulare contratti di lavoro, sia di natura subordinata che para subordinata sia di natura autonoma, anche a titolo oneroso, con soggetti anche esterni all’associazione, al fine del miglior perseguimento delle finalità istituzionali della stessa.
E’ quindi prevista per i soci (compresi i fondatori) che eventualmente prestino attività lavorativa per l’associazione una retribuzione sia come lavoratori dipendenti o assimilati, sia come lavoratori autonomi (nel caso dotati di propria P.I.), sia come prestazione occasionale (qualora appunto sia attività non abituale). Tale retribuzione dovrà comunque essere in linea con quella dei CCNL e comunque tale da non far presupporre distribuzione indiretta di utili.

Art. 17 – Norma di rinvio

Per quanto non previsto dal presente statuto valgono le norme di legge vigenti in materia.
Letto, approvato e sottoscritto.